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Il rapporto fra il libro e l’arte è consolidato da secoli di connessioni, intrecci, momenti di grandi risultati e fasi di distacco.
Dal miniaturista, dall’annotatore di glosse, dall’illustratore incisore sino al creatore di graphic novel, la narrazione si intreccia con il disegno in modo forte e singolare.
Il nostro progetto richiede agli artisti coinvolti un intervento diretto sull’oggetto -libro che tuttavia preservi l’integrità testuale e di lettura del volume.

Su questa linea ogni intervento andrà a ricomporre unnuovo oggetto, un unicum in grado di trascendere i limiti del solo testo e conseguentemente creare lo spazio per nuove suggestioni. Una seconda narrazione andrà così a sovrapporsi a quella originaria dell’autore.img_6934bw
Un testo è sempre riproducibile nella sua totalità, ma l’aspetto materiale di un volume cartaceo non può presentarsi con le stesse sembianze a distanza di tempo: alcuni elementi costitutivi del libro, come la carta o le legature, sono dettati non solo dal gusto in voga in un determinato tempo storico ma anche dalla produzione, artigianale o industriale, e dalla conseguente disponibilità sul mercato di certi materiali. Da questo desumiamo quindi l’impossibilità di replicare in futuro, da un punto di vista strettamente bibliologico, delle edizioni-clone; queste saranno sempre e solo delle semplici ristampe o in ogni caso nuovi prodotti dal medesimo contenuto ma dal supporto differente.
L’intervento artistico sul libro andrà ad accentuare l’unicità di quella copia creando un’edizione esemplare che non avrà più nulla in comune con tutte le altre, rendendo per sempre il volume non replicabile, non riproducibile: una vera e propria opera unica. Ogni artista sarà quindi invitato a scegliere un libro che abbia letto, amato o disprezzato, e quindi a intervenire su di esso al fine di consegnarci un’opera con cui andremo a comporre un fondo dedicato. Una biblioteca solo apparentemente usuale a tante altre, che offrirà il piacere della scoperta di qualcosa di insolito e nascosto.

appuntamento-nesxtUn grande bibliofilo e scrittore, Giuseppe Pontiggia, ha sostenuto che «il significato di un libro non è mai in ciò che è, ma in ciò che siamo noi dopo averlo letto. Il libro vive perché ci modifica». Il rapporto fra la pagina scritta, il suo autore e quindi il lettore si arricchisce così di un nuovo binomio, intervento d’artista-lettore, in un corto circuito che potrebbe anche condurci verso una nuova interpretazione del libro. In tal modo si crea una nuova modalità di fruizione dell’arte, nella quale la possibilità di scelta del lettore risulta libera, non condizionata da un punto di vista già preordinato, priva di mediazioni. Il fruitore ha la sensazione di fare un gesto unico e allo stesso tempo privato, dettato dal fatto che solo i suoi occhi e le sue mani sono in stretto contatto con l’opera libro in quel preciso momento.
Il progetto partirà con una serie di opere di giovani artisti, che man mano andranno ad arricchirsi di interventi di svariati autori. Il tutto vivrà non solo in esposizioni selezionate, ma sarà anche ospite nelle biblioteche, dove i testi potranno essere mescolati negli scaffali con gli altri, affidando la scoperta alla casualità.